martedì 4 ottobre 2011

Sale la protesta contro le speculazioni dell’Alta Finanza | Economia | Rinascita.eu - Quotidiano di Sinistra Nazionale

Sale la protesta contro le speculazioni dell’Alta Finanza | Economia | Rinascita.eu - Quotidiano di Sinistra Nazionale:

E’ apparentemente paradossale che l’ex candidato nero approdato alla Casa Bianca sull’onda dell’indignazione popolare contro l’amministrazione repubblicana di Bush junior, accusata di essere collusa con l’Alta Finanza responsabile della crisi, si sia poi legato mani e piedi agli stessi ambienti finanziari. Ne fa fede il prestito di 7,5 miliardi di dollari versato da Obama alla Goldman Sachs che gli aveva gentilmente finanziato la campagna elettorale per le presidenziali. Soldi evidentemente spesi beni da parte della banca d’affari che il cittadino medio americano associa alla più odiosa speculazione e che invece in Italia resta nel cuore “bipartisan” dei vari Mario Draghi, Mario Monti, Romano Prodi, Gianni Letta come era in quello del non compianto (da noi) Tommaso Padoa Schioppa. In Italia i giornali contigui ai cosiddetti poteri forti e quelli apertamente schierati con il PD (tipo la Repubblica) da tempo cercano disperatamente di fare i necessari distinguo tra repubblicani e democratici all’insegna delle commistioni dei primi non solo con l’industria degli armamenti, condizionando quindi le velleità imperiali e militariste di Washington, ma anche con i grandi gruppi finanziari. In realtà, se può essere vero il primo punto, lo stesso non si può dire per il secondo. Anzi. Anche i legami dei democratici con Wall Street sono stati infatti sempre strettissimi e l’aiuto del maggiordomo Obama ai suoi amici della Goldman Sachs ne è solo uno degli esempi più evidenti. Il fatto che non si deve dimenticare, e che purtroppo molti fingono di non vedere, è che la politica della Casa Bianca, sia che ci sia un presidente democratico o repubblicano, non può prescindere dagli interessi del sistema finanziario e industriale nazionale e nella sua azione mirata a mantenere il predominio militare, politico, economico e finanziario degli Stati Uniti. Tutto il resto sono chiacchiere. Come sono chiacchiere di facciata quelle su una pretesa differenza tra il multilateralismo democratico e l’unilateralismo repubblicano. Basti ricordare che gli Usa sono entrati in guerra con i democratici Wilson (1917), con Roosevelt (1941), con Truman (1950 in Corea), con Kennedy (1962 in Vietnam) e con Clinton (nei Balcani).

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