martedì 4 ottobre 2011

La sindrome greca contagia Parigi - Europa

La sindrome greca contagia Parigi - Europa:


Un circolo vizioso globale dove il fallimento delle banche provoca l’intervento e l’indebitamento degli stati che mette a rischio di nuovo la tenuta delle banche le quali, per resistere hanno bisogno di nuovo dell’intervento pubblico. D’altronde, non sono proprio i governi a incoraggiare i propri istituti di credito a investire in titoli traballanti per arginare la crisi?

Chi prende il tema di petto, per la verità, è da tempo la candidata alle primarie socialiste ed ex segretario Ps, Martine Aubry, che in un intervento del 13 settembre, con perfetto tempismo, proponeva la nascita di una banca pubblica europea capace di emettere Eurobond e quindi titolare di una vera e propria politica monetaria che restituisca alle istituzioni la scomparsa supremazia sulla finanza. «La nuova banca – ha affermato la Aubry – dovrebbe disporre di un capitale proprio ed essere in grado di emettere Eurobond e di intervenire sul mercato del debito».

Altra misura, pensata per dividere pubblico da privato a vantaggio del primo, la «creazione di un’agenzia di rating europea», che rompa una volta per tutte il conflitto di interessi tra operatori e arbitri che attualmente caratterizza la finanza internazionale.
A riprendere il tema con ancora maggiore radicalismo è, in un commento pubblicato ieri su Le Monde, l’economista Philippe Brossard, presidente della società di consulenza Macrorama, il quale propone, seccamente, una nazionalizzazione delle banche francesi.

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