Rischio default, e a noi chi ci salva? | Diritto di critica:
E allora? E allora, da qualche giorno, anche per l’Italia la parola default ha iniziato ad affacciarsi come una cupa possibilità nelle disamine degli esperti d’economia.
Già lunedì, nella giornata che ha sancito un nuovo stop alla sesta tranche di aiuti alla Grecia, lo spread tra bot italiani e bund tedeschi è salito oltre i 380 punti.
Chi possiede i titoli di Stato, infatti, intravede il fallimento e vende. Si innesca, così, un effetto d’emulazione, che fa salire ancora i tassi di interesse sul nostro debito e allarga la forbice tra i nostri titoli a dieci anni e quelli tedeschi.
Quante volte abbiamo ascoltato la favola che - anche se il nostro debito era altissimo e il rapporto al Pil assomigliava terribilmente a quello greco - l’Italia era e restava un paese solido, con i risparmi delle famiglie, la casa di proprietà, le banche in salute (proprio ieri sera declassate da S&P) e pressochè nessun rischio di contagio?
Negli ultimi anni potremo stilare una classifica delle bugie, o, se non si vuole pensar male, della mancata comprensione delle dinamiche che regolano un’economia sempre più simile a un discorso metafisico e sempre meno ad una scienza esatta fondata su dati numerici.
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